Mi chiamo Alice, come le meraviglie che sogno sempre di portare giù, e anche Maddalena, come la donna che ha sposato fango e cielo con l’amore.

Sul fondale dei nomi che mi hanno dato, rimango quel mistero che canta Emily Dickinson in una poesia che mi si è scritta dentro la voce: 

Come testimone, come alleata, offrendo ascolto, presenza e connessione, cammino a fianco di chi sceglie di affidarsi di nuovo alla relazione per ricordare la danza naturale della fusione e dell’autonomia, del dare e del ricevere, dello sporgersi oltre e del tornare a casa. 

Accompagno nelle radici – là dove pulsano le sensazioni e le memorie del corpo – e nelle fronde – dove si aprono significati, immagini e narrazioni. Amo sentire e facilitare il ritmo del cambiamento, assistere al risveglio della vita organica, alla riconnessione con sé e con il vivente.

Vivo insieme al mio compagno Davide e a nostra figlia Vita nella murgia dei Trulli pugliese, in un luogo che custodiamo e che ci custodisce a sua volta. Immersi nella natura pratichiamo e condividiamo con i nostri ospiti l’abitare e il rigenerare: la terra, le relazioni, l’esserci e il sentirci umani interconnessi a tutto il vivente. 

Sono anche viandante, ospite a mia volta di luoghi, persone e realtà di vita e ricerca con cui condividiamo pratiche, insegnamenti, ispirazioni e visioni. 

Sono a casa ovunque mi senta unita a quello che fa la vita dentro e intorno a “me”. Tutte le volte che dico Sì alle sensazioni, alle emozioni e ai bisogni che mi attraversano e che percepisco in chi incontro. Ogni volta che dico Sì ai modi in cui la vita mi tocca, sono matrona di casa: